Come funziona il sistema di voto al Festival di Sanremo

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Il Festival della Canzone Italiana di Sanremo è da sempre uno degli eventi più seguiti e amati dagli italiani. La kermesse è in grado di catalizzare l’attenzione della maggior parte del dibattito pubblico creando una sorta di mondo a parte. Il festival assume le vesti di una vera e propria democrazia. Si ironizza sul web con meme che vedono il Presidente Sergio Mattarella in crisi con il compito di dover cercare un post-Amadeus, ipotizzando che magari affidi un direzione artistica tecnica guidata da Mario Draghi. La gara tra cantanti non viene poi partecipata passivamente ma c’è grande fervore tra i fan club dei diversi cantanti, quasi come fossero le elezioni politiche di un Paese. Ed ovviamente ogni nazione ha la sua legge elettorale.

Festival di Sanremo

 

 

L’Italia si contraddistingue per un sistema di voto che non vede pace, ogni governo che sale a Palazzo Chigi porta cambiamenti alla modalità di voto. La stessa cosa accade al Festival, dove infatti ogni direttore artistico che sale all’Ariston cerca di aggiustare il sistema di voto dell’anno precedente. Nel corso degli anni se ne sono viste di ogni: televoto, giuria demoscopica, giuria radio e tv, giuria della sala stampa, giuria dell’orchestra, giuria del Teatro Ariston, giuria d’Onore e così via.

Le Polemiche sul sistema di voto a Sanremo 2024

L’ultima edizione del Festival non ha ancora visto pace su questo fronte e moltissime sono state le critiche a proposito. Il dibattito ha visto l’Italia dividersi completamente in due tra il team Geolier sostenuto in larghissima parte del televoto e Angelina Mango sostenuto dalla giuria della sala stampa e da quella delle radio. Ma cosa è successo più precisamente? Quest’anno la giuria prevedeva un 46% di potere al televoto, un 33,25% alla sala stampa e un 28,75% alla giuria delle radio. La finalissima tra i primi 5 è stata poi invece valutata per il 34% dal televoto e per i restanti 33% e 33% dalle altre due giurie. Geolier fin dalla prima serata ha avuto un grande successo nel televoto. E ciò è risultato visibilissimo quando il cantante partenopeo si è aggiudicato la vittoria nella serata delle cover col 43,3% del televoto (il secondo posto ha visto la bellissima cover di Angelina Mango dedicata al padre col 8.4% di voti al televoto). Questo risultato ha portato il dibattito a infiammarsi totalmente.

Geolier e Angelina Mango

 

L’Ariston ha fischiato il cantante vincitore e moltissimi sul web si sono indignati, sostenendo che il cantante non dovesse essere nemmeno nella top 5 perché c’erano state molte canzoni più belle e che è vergognoso un sistema di voto in cui vince il cantante con la fan base più grande mentre vengono sacrificate la bravura, le doti e la bellezza di una canzone di un cantante con meno fan. Durante la serata finale Geolier fa un record assoluto di televoto, ben 60%, contro il 16.1% di voti per Angelina Mango, che però è riuscita ad arrivare alla vittoria della kermesse sostenuta in larghissima parte dalle altre due giurie. Ad infiammare il dibattito questa volta sono stati i votanti di Geolier, che si sono domandati “come è possibile che un cantante così sostenuto dal popolo perda per causa di un’alleanza palese tra le giurie di cosiddetti “esperti” anche se di esperti non si tratta che hanno voluto apposta far perdere Geolier?

Le polemiche delle passate edizioni

Tuttavia come già detto il dibattito non è nuovo a casa Sanremo, nel corso degli ultimi anni sono stati tanti gli episodi criticati e l’equilibrio da raggiungere con le giurie è sempre stata cosa complicata. Il potere del televoto d’altronde ha sempre avuto bisogno di un bilanciamento. La necessità è iniziata a sentirsi in modo particolarmente forte quando con la nascita dei talent hanno iniziato a vincere cantanti “appena nati” sostenuti da molti fan ma che poi sono scomparsi nel nulla. Si può fare l’esempio di Marco Carta (2009) o Valerio Scanu (2010). Quest’ultimo anno fu in particolar modo criticato, quando il televoto col 50% di potere era bilanciato solamente dall’orchestra che votava col restante 50% e che ha visto esclusi dal podio cantanti quali Malika Ayane, Irene Grandi, Simone Cristicchi a fronte di una primo posto di Valerio Scanu ed un secondo posto di Emanuele Filiberto con Pupo e Canonici. L’episodio più plateale di quell’edizione fu la protesta dell’orchestra che lanciò gli spartiti nel palco.

Se il televoto ha quindi avuto la meglio in quegli anni poi è stato fortemente bilanciato, per evitare che accadessero di nuovo risultati del genere, e questo ha portato a importanti risultati.

Nel 2019 Mahmood si aggiudica la vittoria, mentre Ultimo arriva al secondo posto. Ma anche in questa edizione non era il vincente ad avere dalla sua parte la maggior parte del popolo. Ultimo infatti aveva raccolto con la sua “I tuoi particolari” ben il 48,80% di voti, a fronte del 20,95% di voti per Mahmood con “Soldi” che fu superato anche da Il Volo con “Musica che resta” che ottenne il 30,26% dei voti. Furono Sala Stampa e Giuria d’Onore a far vincere il cantante che poi ci permise di arrivare secondi all’Eurovision Song Contest e che incoronò una canzone che è rimasta molto più iconica rispetto alle altre due.

Ancora, nel 2021 vincono Sanremo gli ormai leggendari Maneskin. Oggi sono famosissimi in tutto il mondo e con loro l’Italia ha vinto l’Eurovision Song Contest. Anche quell’anno però il premio fu dibattuto, e una grande parte del televoto votò Fedez e Francesca Michelin con la loro “Chiamami per nome” sostenuti probabilmente dalla grande fan base dei Ferragnez.

Ci vuole equilibrio

Sanremo

Tutti questi casi spiegano quanto il Festival di Sanremo non possa essere lasciato ad un giudizio univoco. Non è un talent show, ed è necessario che siano anche degli esperti a votare. Tuttavia di esperti si deve trattare, perché gli episodi di quest’anno hanno mostrato al pubblico quanto in verità alcuni giornalisti si siano dimostrati dalle loro dichiarazioni molto ignoranti in materia di musica, e che probabilmente Angelina Mango non sia stata una vera vincitrice ma sia stata votata in massa frutto di accordi nella sala stampa, giusto con lo scopo di non far vincere Geolier.

Sanremo 2025 è lontano e il nuovo direttore artistico avrà tanti problemi da affrontare, sicuramente quello sul fronte degli ascolti, che ha visto sanremo 2024 battere il record dei record, ma probabilmente dovrà anche salire al colle per far approvare l’ennesima nuova legge elettorale.

Autore: Marco D’Ercole