Legittima Difesa in Italia: Come Funziona? #TELOSPIEGO

Modificato il 18/03/2025

(video a fondo pagina)

legittima difesa

In Italia il dibattito sulla legittima difesa va avanti da migliaia di anni, pensate che già nell’Antica Roma esisteva una legge, emanata nell’anno 450 a.C., che suonava così:  “Si nox furtum faxit, si im occisit, iure caesus esto, ossia “Se qualcuno avrà tentato di rubare nottetempo e fu ucciso, l’omicidio sia considerato legittimo”

 Da allora è passato molto tempo e le cose sono un pochino cambiate, e allora…Come funziona la legittima difesa in Italia: #TELOSPIEGO

Cosa si intende per legittima difesa

Secondo la legge italiana, si può parlare di legittima difesa quando una persona, per difendersi da un’aggressione, compie un’azione che normalmente sarebbe considerata reato ma, poiché lo fa per legittima difesa, non verrà punita dalla legge. L’esempio più classico è quello di chi uccide qualcuno che sta cercando di ucciderlo: l’omicidio è un reato, ma nel caso in cui un giudice stabilisca che è stato commesso per difendere la propria incolumità, l’omicidio non verrà punito.

Ma attenzione! Si considera legittima difesa solo se vengono rispettati i parametri fissati dalla legge, all’articolo 52 del Codice Penale, il cui primo comma recita così:

“Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa. “

Vedete le parole in grassetto? Ecco, quelle parole indicano i parametri che trasformano un reato in un comportamento di legittima difesa. E non basta che ce ne siano solo uno o solo alcuni, DEVONO ESSERCI TUTTI, altrimenti la difesa non potrà considerarsi legittima. E allora cerchiamo di chiarire questi parametri uno per uno:

NECESSITA’

Partiamo dalla necessità, che nell’ambito della legittima difesa vuole dire “non avere alternative”. Immaginate una donna spalle al muro, in vicolo, di notte, che ha davanti a sé un aggressore. Ha solo due scelte: venire aggredita o difendersi come meglio può, magari usando un sasso preso in terra per colpire l’aggressore. Ma se invece c’è una via di fuga, un modo sicuro per evitare l’aggressione senza spaccare la testa all’aggressore, ad esempio se la donna si trova in un luogo pubblico, pieno di persone, in pieno giorno, allora potrebbe mancare il presupposto della necessità. Esistono poi delle situazioni intermedie, in cui ad esempio è possibile fuggire ma è altamente probabile che il malvivente possa raggiungerci e farci del male. In queste situazioni sarà il giudice a valutare, caso per caso, se la difesa è stata legittima oppure no.

ATTUALITÀ DELL’OFFESA

La legittima difesa è ammessa solo se il pericolo è immediato, questo vuol dire che se per esempio un ladro ci deruba e fugge, non possiamo andare a cercarlo dopo per vendicarci.

INGIUSTIZIA DELL’OFFESA


La legittima difesa vale solo contro un’offesa ingiusta, ossia non autorizzata dalla legge. Se un poliziotto usa la forza nell’esercizio LEGITTIMO delle sue funzioni, la sua azione è motivata e non giustifica una reazione difensiva.

PROPORZIONALITÀ


La reazione deve essere proporzionata all’offesa. In pratica, se mi aggredisci con un pugno io non posso difendermi con una katana. I giudici valutano le reazioni difensive caso per caso, considerando il contesto e lo stato emotivo dell’aggredito.

LEGITTIMA DIFESA DOMICILIARE


Una riforma del 2019 ha anche stabilito che la difesa in casa o sul luogo di lavoro gode di una presunzione assoluta di proporzionalità. Questo, in parole povere vuol dire che se un intruso usa violenza o armi, la legittima difesa viene automaticamente riconosciuta. Ma attenzione, questo non significa che chi si difende in casa propria può difendersi in qualsiasi modo con qualsiasi potenza! Vanno sempre accertati prima i principi di INGIUSTIZIA del DANNO, ATTUALITÀ e NECESSITÀ e solo se questi sono tutti rispettati si può passare a considerare la PROPORZIONALITÁ della cosiddetta “difesa domiciliare”. Facciamo un esempio: immaginiamo che Mario e Giorgio, due amici, abbiano litigato. Un giorno Giorgio invita Mario a casa sua per fare pace, dove invece lo riempie di botte per poi invocare l’applicazione della legittima difesa domiciliare. In questo caso, se non venissero verificati prima tutti gli altri presupposti della legittima difesa e ci si concentrasse solo sul luogo in cui il fatto avviene, si creerebbe un paradosso legale e Giorgio non verrebbe punito…

GRAVE TURBAMENTO

Un altro cambiamento apportato dalla riforma del 2019, sposta effettivamente la bilancia a favore di chi si difende dicendo che NON è punibile chi, trovandosi in casa o nel luogo di lavoro, si difende in maniera eccessiva a causa di un grave turbamento, che gli deriva dalla situazione di pericolo in cui si trova. Questo significa sostanzialmente che se un ladro mi entra in casa con la mazza e mi minaccia e io, a causa del grave turbamento psicologico che questo mi provoca, per difendermi gli taglio un braccio con la katana, non sarò punibile. Naturalmente lo stato di grave turbamento dovrà essere provato nel processo e non è sempre detto che il giudice lo riconosca.

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legittima difesa

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 Da allora è passato molto tempo e le cose sono un pochino cambiate, e allora…Come funziona la legittima difesa in Italia: #TELOSPIEGO

Cosa si intende per legittima difesa

Secondo la legge italiana, si può parlare di legittima difesa quando una persona, per difendersi da un’aggressione, compie un’azione che normalmente sarebbe considerata reato ma, poiché lo fa per legittima difesa, non verrà punita dalla legge. L’esempio più classico è quello di chi uccide qualcuno che sta cercando di ucciderlo: l’omicidio è un reato, ma nel caso in cui un giudice stabilisca che è stato commesso per difendere la propria incolumità, l’omicidio non verrà punito.

Ma attenzione! Si considera legittima difesa solo se vengono rispettati i parametri fissati dalla legge, all’articolo 52 del Codice Penale, il cui primo comma recita così:

“Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa. “

Vedete le parole in grassetto? Ecco, quelle parole indicano i parametri che trasformano un reato in un comportamento di legittima difesa. E non basta che ce ne siano solo uno o solo alcuni, DEVONO ESSERCI TUTTI, altrimenti la difesa non potrà considerarsi legittima. E allora cerchiamo di chiarire questi parametri uno per uno:

NECESSITA’

Partiamo dalla necessità, che nell’ambito della legittima difesa vuole dire “non avere alternative”. Immaginate una donna spalle al muro, in vicolo, di notte, che ha davanti a sé un aggressore. Ha solo due scelte: venire aggredita o difendersi come meglio può, magari usando un sasso preso in terra per colpire l’aggressore. Ma se invece c’è una via di fuga, un modo sicuro per evitare l’aggressione senza spaccare la testa all’aggressore, ad esempio se la donna si trova in un luogo pubblico, pieno di persone, in pieno giorno, allora potrebbe mancare il presupposto della necessità. Esistono poi delle situazioni intermedie, in cui ad esempio è possibile fuggire ma è altamente probabile che il malvivente possa raggiungerci e farci del male. In queste situazioni sarà il giudice a valutare, caso per caso, se la difesa è stata legittima oppure no.

ATTUALITÀ DELL’OFFESA

La legittima difesa è ammessa solo se il pericolo è immediato, questo vuol dire che se per esempio un ladro ci deruba e fugge, non possiamo andare a cercarlo dopo per vendicarci.

INGIUSTIZIA DELL’OFFESA


La legittima difesa vale solo contro un’offesa ingiusta, ossia non autorizzata dalla legge. Se un poliziotto usa la forza nell’esercizio LEGITTIMO delle sue funzioni, la sua azione è motivata e non giustifica una reazione difensiva.

PROPORZIONALITÀ


La reazione deve essere proporzionata all’offesa. In pratica, se mi aggredisci con un pugno io non posso difendermi con una katana. I giudici valutano le reazioni difensive caso per caso, considerando il contesto e lo stato emotivo dell’aggredito.

LEGITTIMA DIFESA DOMICILIARE


Una riforma del 2019 ha anche stabilito che la difesa in casa o sul luogo di lavoro gode di una presunzione assoluta di proporzionalità. Questo, in parole povere vuol dire che se un intruso usa violenza o armi, la legittima difesa viene automaticamente riconosciuta. Ma attenzione, questo non significa che chi si difende in casa propria può difendersi in qualsiasi modo con qualsiasi potenza! Vanno sempre accertati prima i principi di INGIUSTIZIA del DANNO, ATTUALITÀ e NECESSITÀ e solo se questi sono tutti rispettati si può passare a considerare la PROPORZIONALITÁ della cosiddetta “difesa domiciliare”. Facciamo un esempio: immaginiamo che Mario e Giorgio, due amici, abbiano litigato. Un giorno Giorgio invita Mario a casa sua per fare pace, dove invece lo riempie di botte per poi invocare l’applicazione della legittima difesa domiciliare. In questo caso, se non venissero verificati prima tutti gli altri presupposti della legittima difesa e ci si concentrasse solo sul luogo in cui il fatto avviene, si creerebbe un paradosso legale e Giorgio non verrebbe punito…

GRAVE TURBAMENTO

Un altro cambiamento apportato dalla riforma del 2019, sposta effettivamente la bilancia a favore di chi si difende dicendo che NON è punibile chi, trovandosi in casa o nel luogo di lavoro, si difende in maniera eccessiva a causa di un grave turbamento, che gli deriva dalla situazione di pericolo in cui si trova. Questo significa sostanzialmente che se un ladro mi entra in casa con la mazza e mi minaccia e io, a causa del grave turbamento psicologico che questo mi provoca, per difendermi gli taglio un braccio con la katana, non sarò punibile. Naturalmente lo stato di grave turbamento dovrà essere provato nel processo e non è sempre detto che il giudice lo riconosca.

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