RIFORMa del mes: Cosa cambia

(video a fondo pagina)

riforma del mes

Se sei qui probabilmente hai sentito parlare del fatto che il MES, il fondo dell’eurozona che esiste per salvare paesi membri in crisi, sta attraversando un processo di riforma.

La riforma non è ancora entrata in vigore, perché il parlamento italiano deve ancora ratificarla (di questo parleremo alla fine) ma in questo articolo ti spiegheremo in modo semplice quali sono i principali cambiamenti che la riforma vuole apportare alle regole del MES.

Se alcune sigle o nomi ti sembreranno un po’ oscure e complicate, non preoccuparti. Faremo in modo di renderle il più chiare possibile, senza dare nulla per scontato. Cominciamo!

Ora vedremo i cambiamenti punto per punto, ma se prima pensi che ti serva un ripasso, puoi recuperare il video di #TELOSPIEGO su cos’è e come funziona il MES, nella sua versione che abbiamo conosciuto fino ad oggi.

Cosa cambia con la riforma del MES:

  • Introduzione del meccanismo del backstop bancario
  • Cambiamento delle condizioni per la linea di credito PCCL
  • Introduzione della valutazione sulla capacità di ripagare il prestito
  • Introduzione delle Clausole di Azione Collettiva a maggioranza unica (CACs single-limb)

Introduzione del meccanismo di backstop bancario: Cos’è e cosa c’entra con il MES

Questo è il primo cambiamento che la riforma del MES porta in dote, e probabilmente il più rilevante. Devi sapere che all’interno dell’UE esiste, oltre al MES, un altro fondo di salvataggio, chiamato Fondo di Risoluzione Unico.

Questo fondo non è stato istituito per salvare gli stati in caso di necessità, ma le banche, ed è finanziato da contributi provenienti dalle banche stesse, non dai cittadini.

Però potrebbe succedere che questo fondo si esaurisca, magari in caso di una forte crisi del sistema bancario, e qui entra in gioco la riforma del MES.

La riforma prevede infatti che il MES possa, in caso di necessità, prestare i soldi al Fondo di Risoluzione Unico, che poi a sua volta li userebbe per salvaguardare il sistema bancario. Il Fondo di Risoluzione unico dovrebbe poi restituire questi soldi al MES, entro un determinato periodo di tempo. Questo meccanismo di salvaguardia delle banche si chiama backstop del sistema bancario.

Sostanzialmente quindi non si tratterebbe tanto di un cambiamento delle regole del MES, quanto dell’aggiunta di una nuova regola, una nuova funzione che prima non esisteva.

Cambiamento delle condizioni per la linea di credito PCCL

(non farti prendere dal panico, PCCL è solo una sigla e ti spieghiamo subito che cosa vuol dire)

Il secondo cambiamento riguarda le condizioni con cui i soldi del MES sono erogati.

Già prima della riforma, il MES prevedeva due forme di aiuto diverse, una per i paesi con una situazione economica e finanziaria ritenuta debole, e una per i paesi che invece hanno una situazione ritenuta solida.

eccl pccl

La linea di credito per i paesi economicamente deboli si chiama E.C.C.L. (Enhanced Conditions Credit Line ), mentre quella per i paesi solidi, che poi sarebbe quella che qui ci interessa, si chiama P.C.C.L. (Precautionary Conditioned Credit Line). La differenza fra i due non sta tanto nella quantità di soldi che i paesi ricevono, ma nelle condizioni con cui il prestito è concesso, in parole povere quello che deve fare il paese membro per ottenere i soldi.

Prima della riforma, la differenza fra ECCL e PCCL era questa:

ECCL: Per accedere al MES attraverso questo percorso, i paesi membri ritenuti non solidi dovevano firmare un MEMORANDUM, ossia un piano delle cose da fare in cui si fissano precisi impegni per avere gli aiuti del MES.

Questa è la parte del MES che ha sempre fatto molto discutere in Italia, perché gli impegni da assumere per ottenere i soldi potrebbero a volte essere molto dolorosi (le famose misure “lacrime e sangue”). L’ECCL rimane così com’è anche dopo la riforma.

-Il PCCL invece cambia: La linea di credito PCCL esiste per evitare che un paese solido, a causa di uno shock momentaneo, possa trasformarsi in un paese non solido.

Con la riforma, i criteri per essere considerati un “paese solido” diventano più stringenti. A fronte di questa stretta dei criteri corrisponde però un allentamento delle condizioni per ottenere i fondi. I paesi ritenuti solidi infatti, secondo i nuovi criteri, non dovranno più firmare un Memorandum, ma solo presentare una “Lettera di Intenti” in cui si impegnano a continuare a soddisfare i requisiti fissati dal trattato. La lettera di intenti è in sostanza un memorandum senza “lacrime e sangue” ma solo con lacrime di coccodrillo…

Un’altra novità: l’introduzione della valutazione sulla capacità di ripagare il prestito

Le regole del MES fino ad oggi prevedevano che i soldi del fondo potessero essere concessi solo a paesi con un debito ritenuto “sostenibile”. Se la riforma entrasse in vigore, ci sarebbe un’ulteriore condizione: Verrebbe fatta una valutazione sulla capacità del paese di restituire le risorse o meno.

Introduzione delle Clausole di Azione Collettiva con votazione a maggioranza unica. Cosa sono e come funzionano.

Anche qui sembra qualcosa di molto complicato, ma se ci segui nel ragionamento, sono convinto che capirai:

Cosa sono le Clausole di Azione Collettiva e la ristrutturazione del debito.

(Se già sai cosa sono, puoi saltare questo paragrafo)

Quando ne hanno bisogno, gli Stati possono prendere in prestito denaro sui mercati, ed è da qui che nasce il cosiddetto “debito pubblico”.

Lo Stato lo fa emettendo obbligazioni, e lo fa attraverso emissioni in “serie”. Detto in modo semplice, vuol dire che se lo Stato deve emettere 100 obbligazioni, non le emetterà tutte insieme, ma farà più emissioni a serie di 10 obbligazioni ogni volta.

In alcuni casi, quando un debitore non riesce a ripagare i suoi debiti, può chiedere a chi gli ha prestato i soldi di fare una ristrutturazione del debito, ossia un accordo con il quale le condizioni originarie di un prestito vengono modificate per venire incontro al debitore.

Quando gli Stati vogliono fare una ristrutturazione del debito, devono chiedere il consenso a chi gli ha prestato i soldi, ossia i titolari delle obbligazioni che lo Stato ha emesso. Essi devono esprimere il loro consenso con un voto. Questa possibilità è inserita in delle clausole contenute nelle obbligazioni, chiamate Clausole di Azione Collettiva (CAC).

Ma cosa c’entra la riforma del MES con tutto questo? La risposta è nel paragrafo successivo.

Come la riforma del MES cambia le Clausole di Azione Collettiva, e perché lo fa

Prima della riforma del MES le votazioni necessarie per fare una ristrutturazione del debito erano due: prima si doveva votare serie per serie, e poi ci doveva essere una votazione finale di tutti gli obbligazionisti insieme.

Con la riforma del MES invece la votazione diventa una sola, quella di tutti gli obbligazionisti insieme.

Ma perché questo cambiamento?

Perché il sistema delle due votazioni aveva portato alla nascita di gruppi di investitori che bloccavano le ristrutturazioni del debito per ottenere dei vantaggi. Questi investitori vengono chiamati “holdout investors” (che potremmo tradurre con “investitori che si oppongono”).

Uno dei vantaggi che gli holdout investors possono ottenere, è quello di fare causa allo Stato per farsi ripagare il debito nella sua interezza. È quello che è successo in Argentina, quando nel 2001, dopo una forte crisi economica, il governo del paese propose ai titolari dei titoli di Stato una ristrutturazione del debito. Avrebbe ridato loro meno soldi, ma almeno gli avrebbe ridato qualcosa. Alcuni però non accettarono l’offerta, e iniziarono contenziosi legali in vari tribunali. Queste cause si sono protratte per anni, e alcune hanno dato ragione agli holdout investors.

Bene, torniamo in Europa. Con un sistema a due votazioni (double-limb), per questi investitori “furbi” è molto facile opporsi alla ristrutturazione, perché gli basta formare una maggioranza di blocco all’interno di una singola serie di obbligazioni. Invece con la votazione unica prevista dalla riforma del MES (single-limb), diventa più difficile, perché dovrebbero farlo nella votazione a cui partecipano la totalità degli obbligazionisti. Ad esempio, immaginiamo che le clausole di azione collettiva stabiliscano che basta il 75% dei voti favorevoli per approvare la ristrutturazione. Per bloccarla, gli holdout investors dovrebbero avere almeno il 25.1% delle obbligazioni. Non è impossibile, ma è sicuramente difficile, molto più difficile di raggiungere la maggioranza al livello della singola serie di obbligazioni.

Ma la ristrutturazione del debito diventa automatica con la riforma del MES?

No, la riforma del MES non rende le ristrutturazioni del debito automatiche. Questa cosa sta a cuore a molti, perché quando un paese chiede una ristrutturazione del debito perde tantissima credibilità sui mercati, e questo può portare a conseguenze molto pesanti da un punto di vista economico.

La riforma ribadisce che la ristrutturazione del debito con il coinvolgimento del settore privato rimane circoscritta a casi eccezionali.

Tappe della riforma

Il trattato di riforma è stato firmato a inizio 2021 da tutti i paesi dell’eurozona, ma questo non basta per farlo entrare in vigore. Affinché la riforma del MES diventi effettiva deve essere ratificato da tutti i 19 parlamenti. Manca solo il parlamento italiano.

È importante specificare che ratificare il trattato non vuol dire che l’Italia debba poi adottare il MES. Può anche ratificare il trattato e poi non farne mai uso

Illustrazioni: Mel Zohar

Testi: Luigi Muraca, Sacha Dominis