I 7 DISTURBI D’ANSIA

(video a fondo pagina)

Preoccuparsi è una cosa piuttosto normale: il futuro ci è ignoto e la vita offre quotidianamente una varietà infinita di motivi per cui valga la pena sentirsi in apprensione.

Ma preoccuparsi per tutto, costantemente, senza tregua è una cosa un po’ meno normale e che ha un nome: si chiama DISTURBO D’ANSIA. Ce ne sono di molti tipi e ne soffrono più di 300.000.000 di persone nel mondo.

Trecento milioni di buoni motivi, quindi, per raccontarvi…

Tutto quello che devi sapere sull’ansia: #TELOSPIEGO

Che cos’è l’ansia?

L’ansia è una complessa combinazione di emozioni che includono paura, apprensione e preoccupazione ed è spesso accompagnata da sensazioni fisiche di tensione muscolare e vigilanza, cioè risposte fisiologiche e psicologiche che preparano il corpo a reagire ad una minaccia incombente.

L’ansia è una risposta emotiva simile alla paura, alla quale a volte si sovrappone, ma mentre la paura è una reazione ad un pericolo reale ed immediato, come un’aggressione, e scompare una volta cessata la minaccia, l’ansia è una reazione emotiva di preparazione ad una cosiddetta minaccia futura percepita, ossia un evento negativo, reale o immaginario, che temiamo possa accaderci nel futuro.

Per sintetizzare questo concetto, potremmo definire l’ansia come l’emozione che anticipa il pericolo e la paura come quella che lo accompagna.

A cosa serve l’ansia?

La funzione dell’ansia nel corso dell’evoluzione umana fino ad oggi è stata quella di preparare corpo e mente a pericoli concreti che potrebbero capitarci nel futuro, come l’attacco di un predatore mentre dormiamo, spingendoci ad adottare comportamenti prudenti, come andare a dormire su un albero, o di evitamento, ad esempio non camminando vicino alle rive di un fiume infestato dai coccodrilli.

Ma nel modo di oggi, in cui le minacce sono un po’ meno concrete, l’utilità dell’ansia si è spostata verso aspetti più performativi e sociali della nostra esistenza.

Nella vita moderna di tutti i giorni infatti un certo grado di ansia può essere utile perché ci permette, ad esempio, di essere pronti a svolgere attività che richiedono impegno e concentrazione, come sostenere un esame a scuola o all’università o svolgere una complicata operazione chirurgica.

Ma ci sono casi in cui l’ansia, invece di essere utile alla nostra sopravvivenza, può arrivare peggiorare significativamente la qualità della nostra vita; in alcune persone infatti, per motivi diversi, le sensazioni di stress e grave preoccupazione causate dall’ansia possono manifestarsi anche per motivi futili o addirittura in assenza di fattori scatenanti raggiungendo livelli a volte insostenibili; quando questo succede ci troviamo di fronte ad uno dei cosiddetti disturbi d’ansia.

Il DSM-5, il manuale ufficiale usato per la diagnosi dei disturbi mentali, elenca sette forme in cui un eccesso di ansia si manifesta in maniera patologica nell’individuo:

Disturbo d’ansia generalizzata, Disturbo d’ansia da separazione, Mutismo selettivo, Fobia specifica, Disturbo d’ansia sociale, Disturbo di panico e Agorafobia

Vediamoli uno per uno…

DISTURBO D’ANSIA GENERALIZZATA

Chi soffre del Disturbo d’Ansia Generalizzata prova sensazioni di forte ansia e preoccupazione rispetto a una molteplicità di eventi, attività e situazioni quotidiane, come responsabilità lavorative, questioni economiche, la possibilità che qualche tragedia possa capitare ai propri familiari o addirittura per cose di poca importanza come le faccende domestiche da sbrigare.

Queste sensazioni di acuta preoccupazione sono di solito eccessive rispetto alla probabilità che l’evento temuto si manifesti o all’impatto che questo potrebbe effettivamente avere

e soprattutto hanno la caratteristica di essere intrusive, cioè sono incontrollabili, costanti, si manifestano senza una ragione apparente e interferiscono con l’attenzione della persona ansiosa, che arriva ad avere difficoltà a svolgere anche compiti semplici, con conseguenze negative su molti aspetti della vita quotidiana, dai rapporti sociali al lavoro.

Tutti soffriamo periodi di maggiore ansia, che spesso è passeggera, ecco perché, per essere diagnosticato, questo disturbo deve manifestarsi per la maggior parte dei giorni e per almeno sei mesi, unito a tre o più dei seguenti sintomi:

Irrequietezza, affaticamento, difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria, irritabilità, tensione muscolare, alterazioni del sonno.

DISTURBO D’ANSIA DI SEPARAZIONE

Questo tipo di disturbo colpisce prevalentemente i bambini ma può manifestarsi anche negli adulti e chi ne soffre è molto spaventato e ansioso all’idea di separarsi dalle persone di riferimento alle quali è particolarmente attaccato, come i genitori nel caso di un bambino.

Chi soffre di ansia di separazione ha un timore spesso ingiustificato e persistente che possano capitare incidenti o eventi tragici che possano portare alla separazione o alla perdita di queste persone, timore che può manifestarsi anche con incubi e sintomi fisici di disagio.

MUTISMO SELETTIVO

Chi soffre di questo disturbo è perfettamente in grado di parlare normalmente ma non mai è in grado di farlo in alcune specifiche situazioni sociali, in cui normalmente ci si aspetta che si parli, come per esempio a scuola.

FOBIA SPECIFICA

Una fobia è una paura sproporzionata, sempre presente e spesso irrazionale nei confronti di un elemento specifico, come un oggetto, una situazione, un animale, un luogo, ecc.

Chi ne soffre prova stati di ansia e terrore spropositati nei confronti del cosiddetto ‘stimolo fobico’ (ossia il particolare elemento che causa la paura), tanto da spingere chi ne soffre aevitare sistematicamente le situazioni nelle quali è probabile trovarsi faccia a faccia con lo stimolo fobico.

L’oggetto della fobia può variare molto da persona a persona: molte fobie sono consolidate e comuni, come altitudine, animali pericolosi, siringhe, mentre in certi soggetti può instaurarsi una fobia specifica per stimoli molto insoliti come cibi particolari, alcuni colori o suoni specifici, il che spesso crea in queste persone una sensazione di vergogna rispetto al loro timore.

Solitamente la fobia si sviluppa in seguito ad un evento traumatico che può essere vissuto personalmente o osservato da spettatore. Se ad esempio un bambino viene aggredito da un cane, può avvenire un’associazione che lo porta a collegare lo stimolo che ha generato il disagio, ossia il cane lo ha attaccato, con la sensazione di malessere che si è sperimentata, ossia il terrore e l’impotenza, creando così una fobia verso i cani.

DISTURBO D’ANSIA SOCIALE (O FOBIA SOCIALE)

Il Disturbo d’Ansia Sociale è una condizione di forte disagio e paura che un individuo sperimenta in situazioni sociali nelle quali vi è la possibilità di essere giudicato dagli altri, per timore di mostrarsi imbarazzato, di apparire ridicolo o incapace e di essere umiliato di fronte agli altri.

Questa angoscia spesso si manifesta anche prima di trovarsi nel contesto temuto: una persona potrebbe infatti avere episodi di ansia anticipatoria anche qualche ora prima di uscire di casa o addirittura anche nelle settimane che precedono un evento importante al quale non la persona che soffre di fobia sociale non potrà sottrarsi facilmente, come il matrimonio di un familiare o un convegno.

Per questa ragione chi soffre di ansia sociale tende ad isolarsi, arrivando spesso a perdere contatti e amicizie, con conseguenze negative anche in ambito lavorativo o scolastico e causando rabbia e sentimenti di depressione legati al senso di impotenza e di isolamento che scaturiscono da questa condizione

DISTURBO DI PANICO (O ATTACCHI DI PANICO)

Il disturbo di panico è un disturbo d’ansia caratterizzato dalla regolare e frequente comparsa di attacchi di panico.

L’attacco di panico è un episodio di ansia acuta, caratterizzato da un’improvvisa e intensa paura in assenza di un reale pericolo, accompagnata sintomi fisici, come tachicardia, sudorazione, tremori, sensazione di asfissia, dolore al petto, nausea, vertigini, brividi, e dalla paura di impazzire, di perdere il controllo e addirittura di morire.

L’attacco di panico è spesso un episodio circoscritto e transitorio, che, per quanto sgradevole, chiunque potrebbe sperimentare almeno una volta nella vita, ecco perché per diagnosticare un disturbo di panico è necessario che gli attacchi siano ricorrenti, inaspettati (quindi slegati da una situazione particolare) e seguiti da almeno un mese di preoccupazione costante di sperimentare altri attacchi di panico, arrivando a modificare il comportamento normale della persona che ne soffre.

AGORAFOBIA

Il settimo e ultimo dei disturbi d’ansia è l’agorafobia ossia la paura di trovarsi in spazi aperti, in spazi chiusi, di utilizzare trasporti, dello stare in fila o tra la folla oppure all’essere fuori casa da soli; la persona che ne soffre è terrorizzata da queste situazioni e le evita oppure è capace di tollerarle solo in presenza di un accompagnatore.

Questo disturbo è spesso associato ad altri problemi legati all’ansia e, nella maggior parte dei casi, si presenta in persone che soffrono di attacchi di panico, crisi d’ansia e sindrome da stress post-traumatico.

LE CAUSE DEI DISTURBI D’ANSIA

Così come non esiste un unico disturbo d’ansia, non esiste nemmeno una singola causa per l’insorgere di un disturbo d’ansia, esistono però una serie di fattori, spesso in correlazione tra loro, che possono contribuire allo sviluppo di un disturbo.

Se escludiamo le patologie fisiche che possono causare ansia, come tumori, cardiopatie, problemi ormonali, l’asma e l’uso o l’abbandono di sostanze psicoattive, come droghe e psicofarmaci, i principali fattori psicologici che contribuiscono allo sviluppo di un disturbo d’ansia sono di solito:

Eventi traumatici (del presente come del passato), ad esempio la rottura di un rapporto affettivo importante, un lutto o l’ esposizione ad un disastro in cui la vita (propria o di qualcun altro) è stata messa a rischio.

Situazioni di stress prolungato, come mobbing sul luogo di lavoro, o lavori particolarmente rischiosi e stressanti, situazioni di abuso a casa o in famiglia.

L’ansia inoltre tende ad essere familiare, esiste cioè la possibilità che possa essere un problema ereditario ma anche, a volte, che possa essere causata dal vivere o dal crescere a stretto contatto con persone ansiose.

Familiarità

COME FACCIO A CAPIRE SE SOFFRO DI UN DISTURBO D’ANSIA?

Se ti riconosci in uno degli esempi descritti e pensi di soffrire di un disturbo d’ansia, la cosa migliore da fare è quella di rivolgerti ad uno psicologo iscritto all’albo professionale degli psicologi e che potrà aiutarti a capire se hai davvero un disturbo d’ansia.

L’importante è ricordare che non è possibile l’autodiagnosi e la cosa più saggia da fare è sempre quella di rivolgersi ad un professionista competente, che possa aiutarti a capire meglio la tua situazione e insieme al quale, eventualmente, avviare un percorso per aiutarti a stare meglio.

COME SI CURANO I DISTURBI D’ANSIA?

Come abbiamo visto, ogni disturbo d’ansia ha cause e sintomi diversi e ogni persona che ne soffre ha le proprie specificità, ecco perché ogni caso avrà una cura specifica appropriata.

Parlando in generale però, possiamo dire che il trattamento più comune per i disturbi d’ansia è la psicoterapia, molto spesso unita all’uso di farmaci ansiolitici e farmaci antidepressivi, che devono sempre essere gestiti dal proprio medico.

Diverso è il discorso per i bambini, per i quali i farmaci non vengono quasi mai utilizzati e con i quali, oltre alla psicoterapia, si può intervenire anche attraverso un sostegno psicologico o psicoeducativo alla famigia.

Questo video è stato realizzato con la preziosa collaborazione dell’Ordine degli Psicologi del Veneto, visitate il loro sito all’indirizzo www.ordinepsicologiveneto.it per trovare aiuto psicologico e informazioni sulla professione di psicologo in Veneto.

AUTORE: Sacha Dominis

DISEGNI: Mel Zohar

FONTI: Wikipedia, DSM-5