I BOOMERS E LE ALTRE GENERAZIONI

generazioni culturali

La parola “Boomer”, è entrata stabilmente nel linguaggio comune, e viene usata per riferirsi alla generazione dei nati fra il 1946 e il 1964. Ma sappiamo davvero da dove arriva questo termine? E quali sono i nomi delle altre generazioni?

L’origine della parola Boomer

boomer

 

La parola Boomer è l’abbreviazione di “baby-boomer”, che si usa in demografia per identificare il grande aumento delle nascite avvenuto nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale.

Dopo la guerra infatti, in tutto l’occidente ma in particolare negli Stati Uniti, si è registrato un enorme aumento delle nascite e una conseguente crescita della popolazione. Generalmente quindi, si usa la parola “boomer” per riferirsi ai nati fra il 1946 ed il 1964.

Tuttavia la parola boomer è diventata estremamente popolare negli ultimi anni, quando sui social ha cominciato a diffondersi l’espressione “Ok Boomer”, utilizzata dai giovani per apostrofare in modo seccato, quasi “rassegnato”, una persona più adulta che esprime un’idea fuori dal tempo o bigotta.

ok boomer

 

 

Detto questo, non bisogna fare l’errore di pensare ai boomer come una generazione di vecchi e tradizionalisti: è la generazione di Steve Jobs e Bill Gates (nati nel 1955), di Obama e Jeff Bezos.

Non bisogna dimenticare poi che i nati all’inizio di questa generazione, avevano 20 anni durante il 1968, l’anno della contestazione giovanile e del rinnovamento sociale dell’occidente.

Quali generazioni ci sono dopo i boomers?

Vediamo ora quali sono le generazioni nate dopo i boomer, con una precisazione: la divisione che viene fatta per creare queste “coorti demografiche”, è giocoforza approssimativa: è evidente che i nati all’inizio di una generazione avranno moltissimo in comune con quella precedente, così come i nati alla fine avranno moltissime esperienze di vita in comune con la successiva.

Detto questo, le generazioni che solitamente si tende a identificare sono:

Generazione X

generazione X

I nati tra il 1965 e il 1980. Hanno visto il lancio del primo PC dell’IBM e del primo Macintosh quando i più grandi di loro avevano già 20 anni. Hanno assistito da giovani adulti alla caduta del muro di Berlino. Parliamo quindi di una generazione che ha visto la società cambiare radicalmente di fronte ai propri occhi, con l’ingresso dirompente della tecnologia informatica nel mondo del lavoro e nella vita di tutti i giorni, e la fine della divisione del mondo in blocchi. È anche la generazione che ha potuto guardare il Napoli di Maradona e andare ai concerti dei Guns N Roses.

Millennials, o Generazione Y

Nati tra il 1981 e il 1996. Hanno visto iniziare la globalizzazione, sono stati testimoni dell’impatto dirompente del Web sulla società. Il nome di questa generazione deriva dal fatto che chi ne fa parte è diventato maggiorenne a cavallo di vecchio e nuovo millennio. Più o meno tutti loro erano abbastanza grandi da comprendere cosa stava accadendo l’11 Settembre 2001, con l’inizio del terrorismo internazionale e la guerra al terrore portata avanti dai governi occidentali.

A differenza della generazione X e dei boomer, il loro rapporto con la tecnologia è meno complesso, hanno più dimestichezza e si trovano più a loro agio con computer e cellulari, sebbene li abbiano visti evolvere e cambiare con una velocità impressionante.

Zoomers

generazione Z

I nati tra il 1997 e il 2012, spesso identificati anche come “nativi digitali”. È la generazione degli smartphone e dei social media (Instagram, TikTok) ma anche la prima che comincia a rendersi conto che bisogna stare attenti alle app che sfruttano i meccanismi della dopamina, e a dare valore a concetti come quello di “benessere digitale”. Insieme ai Millennials, sono la generazione che più di chiunque altra ha a cuore l’ecologia e la lotta al cambiamento climatico, ed è caratterizzata da una forte sensibilità sociale in generale, prendendo molto seriamente la salute mentale e la cura della persona. Allo stesso tempo però, il continuo contatto con applicazioni e social basati su algoritmi che tendono a mostrare sempre contenuti affini alle proprie posizioni, li espone ad un forte rischio di polarizzazione e difficoltà al dialogo con chi si trova al di fuori della propria bolla.

Generazione Alpha

I nati dopo il 2012. È ancora troppo presto per definire le caratteristiche, ma sappiamo già che è la prima generazione nata interamente nel 21esimo secolo, nonché quella che ha vissuto la pandemia da Covid-19 durante l’infanzia. Solo il passare del tempo potrà dirci quali saranno le caratteristiche di questa nuova parte della popolazione.

Il problema della discriminazione in base all’età, o ageism

La diffidenza fra generazioni diverse è sempre esistita nella società, i giovani hanno sempre guardato ai più anziani con il fastidio di chi vuole più spazio e si vede bloccato, e i più adulti hanno sempre guardato ai giovani come a generazioni di sfaticati che hanno perso i veri valori.

Inevitabilmente però, l’utilizzo così frequente di espressioni come “ok boomer” non ha fatto altro che acuire il distacco generazionale, creando addirittura un fenomeno di discriminazione in base all’età, chiamato in inglese “ageism”.

La questione è divenuta seria e sta avendo forti conseguenze sul piano sociale e lavorativo in tutto il mondo, tanto che perfino la Corte Suprema degli Stati Uniti e l’Organizzazione Mondiale della Sanità se ne sono dovute occupare.

 

Autore: Luigi Muraca