che cos’È LA SKINNER BOX?

skinner box

Negli anni 30, lo psicologo Burrhus Frederic Skinner concepì un esperimento per dimostrare le sue teorie sul comportamento degli esseri viventi. Cerchiamo di parlarne in modo semplice. Che cos’è e come funziona la Skinner Box, #TELOSPIEGO.

Un prequel fondamentale: L’esperimento dei cani di Pavlov

Per capire la Skinner Box, bisogna fare un piccolo passo indietro e parlare di un altro esperimento, quello dei cani di Pavlov. Se già lo conosci, puoi passare al paragrafo successivo.

cani di pavlov

Nei primi anni del ‘900, in Russia c’era un medico di nome Ivan Pavlov che faceva degli esperimenti sui cani per studiare il funzionamento della salivazione. Esatto, avete capito bene, quest’uomo voleva studiare la saliva, per quale motivo non lo sappiamo. Non lo sappiamo perché nel corso della sua ricerca lo studio della saliva passò completamente in secondo piano, eclissato dalla straordinaria scoperta che fece riguardo al comportamento degli animali. In breve, Pavlov cominciò a suonare una campanella ogni volta che dava da mangiare ai cani. In questo modo, i cani cominciarono ad associare il suono della campanella all’idea di cibo. Ad un certo punto, Pavlov cominciò a suonare la campanella, senza però dare da mangiare ai cani, e osservò che nonostante non ci fosse cibo, gli animali cominciavano comunque a salivare. Ma che c’entra l’esperimento di Pavlov con la Skinner Box? Ci arriviamo fra un momento.

Tutti gli animali, inclusi gli esseri umani, rispondono in maniera involontaria agli stimoli esterni. Detta in maniera semplice, reagiamo in modo naturale ad alcune cose che ci succedono, senza che nessuno ci abbia insegnato a farlo: Se qualcuno sbuca da dietro una porta e grida “BU!!”, sobbalziamo dallo spavento. Nessuno ci ha insegnato a farlo, lo facciamo e basta. I cani invece cominciano a salivare quando hanno fame e vedono del cibo, lo fanno e basta, è un riflesso. Pavlov è riuscito a provare che si può scatenare un riflesso anche per mezzo di uno stimolo esterno che non c’entra nulla la ragione per cui il riflesso si manifesta (nel caso dei cani, la fame e l’attesa del cibo), basta riuscire ad associare questo stimolo esterno con lo stimolo naturale (nel caso dei cani, basta associare il suono della campanella con una bella bistecca).

La Skinner Box

Rispetto al suo collega russo, il dottor Skinner teorizzò qualcosa di ancora più ambizioso: secondo lui era possibile condizionare non solo i riflessi involontari, ma anche le azioni volontarie e consapevoli. Per dimostrarlo, chiuse un topo in una gabbia con dentro due leve. Premendo la prima leva il topo riceveva del cibo, premendo la seconda una scossa elettrica. Dopo alcuni tentativi, il topo smise di premere la leva che dava la scossa, e cominciò a premere solo quella che erogava il cibo.

skinner box

La differenza fra questo esperimento e quello di Pavlov sta nel fatto che premere la leva è un’azione attiva, non un riflesso involontario, e l’esperimento quindi prova che se si vuole condizionare un essere vivente a fare una determinata azione, è possibile farlo associando all’azione stessa uno stimolo positivo. In conclusione, ha provato che è possibile condizionare un essere vivente a fare una scelta. Si capisce quindi per quale motivo la Skinner Box è così affascinante ma a tratti anche inquietante. Alcuni vedono in questo esperimento una forte argomentazione a sostegno dell’idea che il libero arbitrio in fondo non esiste, e che le scelte che facciamo non sono solo figlie della nostra volontà, ma condizionate dall’esterno, potenzialmente in modo artificiale.

Altri, come lo stesso Skinner, vedevano in queste grandi opportunità, soprattutto nel campo dell’educazione e dell’istruzione.

Autore: Luigi Muraca