limite a 30 km/h nelle cittÀ

città 30

Nelle scorse settimane, è scoppiata una grossa polemica quando la città di Bologna ha deciso di imporre il limite a 30km/h in gran parte del territorio comunale. Il capoluogo dell’Emilia Romagna non è l’unica città europea ad aver preso questa decisione: anche Barcellona, Bruxelles e Bilbao hanno fissato a 30km/h il limite massimo di velocità per le automobili in gran parte del proprio territorio comunale. In Italia lo aveva già fatto Olbia, e altre città come Firenze e Roma stanno valutando la possibilità di seguirla.

Le argomentazioni a sostegno di questa misura si fondano principalmente sulla riduzione dell’inquinamento e delle morti in strada. Cerchiamo di capirci di più. #TELOSPIEGO.

Cos’è cambiato a Bologna

mappa strade 30

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da quando sono entrate in vigore le nuove regole, il limite a 30km/h è diventato la nuova normalità. Il 70% delle strade ha il limite ai 30, rimane il limite a 50km/h solo in alcune strade specifiche, comunque una minoranza (si tratta delle strade più grandi, con molte corsie e in cui circolano principalmente solo macchine, e non pedoni o biciclette. Per chi conosce Bologna, ad esempio, rimangono con il limite a 50km/h i cosiddetti “viali”).

Il comune ha creato una mappa interattiva per permettere ai cittadini di informarsi in modo semplice su quali limiti si applicano alle specifiche strade.

Aumento della sicurezza stradale

Il primo obiettivo dichiarato dalle “Città 30” è quello di azzerare il numero delle morti in strada.

caos in strada

Citando diversi studi e report ( tra cui, a titolo di esempio, quello di ACI-ISTAT) la giunta comunale di Bologna arriva ad affermare che la velocità delle auto è quasi sempre un fattore negli incidenti stradali, o come motivo diretto della collisione, o come fattore che aggrava quello principale (ad esempio, il motivo principale della collisione potrebbe essere la distrazione, ma fare l’incidente ad una forte velocità ne aggrava le conseguenze). Per questo è probabile che intervenire limitando la velocità massima ridurrà gli incidenti, e di conseguenza le morti.

Ma cambia così tanto tra 30 e 50 km/h? Beh, si.

Secondo un altro studio citato dal Comune di Bologna, un pedone investito da un auto che viaggia a 50 km/h ha l’80% di possibilità di morire, mentre se si viene investiti da una macchina che va ai 30 allora, la probabilità di morire scende al 10%. Per fare un paragone, essere investiti da una macchina a 50km/h porta con sé una probabilità di morire uguale ad una caduta dal terzo piano, mentre un pedone investito da qualcuno che va a 30km/h ha la stessa probabilità di morire di una caduta dal primo piano.

Riduzione dell’inquinamento

città 30

 

 

Generalmente, si dice che andare veloce riduce le emissioni, e ci sono parecchi studi che lo provano. Tuttavia, si tratta di studi che si basano su auto che procedono a velocità costante, come per esempio avviene sull’autostrada.

In città invece, la condizione di guida più frequente è quella dello “stop ‘n go”, con continue frenate e ripartenze, che provocano un aumento dei consumi e dell’inquinamento.

Ridurre la velocità massima dai 50 ai 30km/h, diminuisce la necessità di frenare e accelerare di continuo, permettendo la tenuta di una velocità più costante, e di conseguenza una riduzione delle emissioni.

Una questione culturale

Contrariamente a quello che si può pensare, Bologna non è stata tappezzata di autovelox. I controlli vengono fatti principalmente dai vigili urbani, che ovviamente non possono presidiare qualsiasi angolo della città ad ogni ora del giorno. Questo vuol dire che il successo di queste misure dipende anche dai cittadini stessi.

Allo stesso tempo però, a supporto di questo cambiamento culturale potrebbe arrivare la forza dell’abitudine. Il passare del tempo e lo stabilizzarsi di una situazione a volte portano in automatico al rispetto delle regole. Molti hanno suggerito il paragone con la cintura di sicurezza, inizialmente causa di grande insofferenza, e oggi generalmente sopportata, un po’ perché la gente ne ha compreso il possibile beneficio in caso di incidente, un po’ perché ormai si è abituata.

Ora non resta che aspettare e capire se succederà la stessa cosa anche per le Città 30.

 

 

Autore: Luigi Muraca