I disturbi alimentari (anoressia, bulimia e altri)

Modificato il 12/03/2025

Ogni atto legato al cibo esprime molto di più del semplice bisogno di nutrirsi. Intorno alla tavola si mangia, si dialoga, si condividono saperi, gusti e sapori. Il cibo porta con sé una storia e una cultura ed è uno dei protagonisti dei palinsesti televisivi e dei social.

Esistono però delle persone per le quali il cibo, da elemento essenziale per la sopravvivenza e veicolo di socialità, si trasforma nel mezzo attraverso il quale manifestare il proprio disagio interiore.

Quando questo succede, si parla di Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, patologie complesse e molto gravi, in cui il rapporto tra cibo, corpo ed emozioni viene ad essere compromesso.

E allora… Che cosa sono anoressia, bulimia e gli altri disturbi alimentari; #TELOSPIEGO!

I disturbi alimentari sono un problema molto serio, sia a livello sociale che sanitario, con un numero enorme di persone che ne soffrono, spesso inconsapevolmente, o non sanno come chiedere aiuto perché hanno paura e provano vergogna.

I DA sono particolarmente diffusi nel genere femminile, in particolare nelle giovani dai 12 ai 25 anni, anche se sono in aumento nel genere maschile e in tutte le fasce d’età.

Esistono molti tipi di disturbi alimentari ma questi sono i principali:

Anoressia Nervosa

Iniziamo dall’Anoressia Nervosa. Le persone che soffrono di questo disturbo riducono volontariamente e in maniera drastica la quantità di cibo che consumano, perché hanno una percezione distorta delle proprie forme corporee e hanno un’intensa paura di essere grasse o di ingrassare, anche quando sono già normopeso o gravemente sottopeso.

Alla restrizione alimentare si possono accompagnare episodi di abbuffate seguite da tentativi di compensazione, come vomito autoindotto, esercizio fisico eccessivo o l’uso improprio di lassativi e diuretici.

A causa da questi comportamenti l’organismo viene privato dei nutrienti essenziali e si avrà difficoltà a concentrarsi e ricordare le cose, inoltre, per risparmiare energia, il corpo riduce i battiti cardiaci, mentre le ossa perdono di densità, i capelli si assottigliano e cadono e nello stato avanzato della malattia si è affetti da stanchezza cronica e debolezza muscolare.

Se l’anoressia non viene curata per tempo può avere conseguenze spesso irreparabili sul corpo, ad esempio compromettendo lo sviluppo nei più giovani, e arrivando addirittura ad essere letale ed è perciò considerata il disturbo psichiatrico con il più alto tasso di mortalità a lungo termine.

Bulimia Nervosa

Chi soffre di questo disturbo fa delle episodiche ma ricorrenti abbuffate (di cibo anche crudo, surgelato o rubato), seguite da tentativi di compensazione, come vomito autoindotto e da forti sensi di colpa.

Nella maggior parte dei casi, queste abbuffate sono caratterizzate dalla sensazione di perdita del controllo e spesso, oltre al vomito, sono seguite anche da altre azioni compensatorie, come l’uso improprio di lassativi, diuretici e altri farmaci o l’esercizio fisico eccessivo.

Anche nel caso della Bulimia Nervosa l’autostima di chi ne soffre è erroneamente legata alla forma e al peso del proprio corpo e lo stato di salute di questo persone può venire gravemente compromesso da questi comportamenti.

La bulimia è una forma subdola e sottostimata di DA, perché chi ne soffre è spesso normopeso ed è per questo difficilmente riconoscibile all’occhio esterno. Per questa ragione si crede che il numero di persone che ne soffre sia decisamente più alto di quanto dicano le statistiche ufficiali.

Disturbo da Binge-Eating

Chi soffre di Binge-Eating Disorder, letteralmente “Disturbo da alimentazione incontrollata”, un po’ come coloro che soffrono di Bulimia Nervosa, presenta episodi ricorrenti di abbuffate che però non sono seguiti da vomito o azioni compensatorie, per questo chi soffre di BED è spesso in sovrappeso o in stato di obesità, anche grave.

Per diagnosticare il BED è necessario che gli episodi di abbuffata si associano ad almeno tre delle seguenti caratteristiche:

  • mangiare molto più rapidamente del normale;
  • mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni;
  • mangiare grandi quantità di cibo quando non ci si sente fisicamente affamati;
  • mangiare da soli perché ci si sente imbarazzati dalla quantità di cibo che si sta mangiando (le abbuffate infatti avvengono spesso in solitudine, a volte nelle ore notturne);
  • provare disgusto verso sé stessi, sentirsi depressi o assai in colpa dopo l’abbuffata.

Altri Disordini della Nutrizione e dell’Alimentazione

Oltre ad anoressia, bulimia e binge-eating esiste un altro gruppo di disordini della nutrizione e dell’alimentazione che all’apparenza potrebbero apparire meno gravi ma che mettono comunque a rischio la salute di chi ne soffre, eccone alcuni:

L’ortoressia, ovvero l’ossessione del “mangiar sano”, dalla ricerca spasmodica del “cibo giusto”, genuino e naturale che impegna la maggior parte della giornata.

La Vigoressia o Bigoressia, ossia la dipendenza ossessiva dall’esercizio fisico e la preoccupazione eccessiva per il proprio aspetto, con attenzione particolare ai muscoli, aspirando alla perfezione. Spesso chi ne soffre adotta diete iperproteiche e fa uso di farmaci e anabolizzanti.

La Drunkoressia, molto diffusa tra i giovani, in cui si limitano le calorie assunte con i cibi, per compensare le calorie che verranno assunte con bevande alcoliche quando si esce la sera. Purtroppo però le calorie degli alcolici non hanno alcun valore nutritivo e questo scambio provoca spesso uno stato di malnutrizione che può avere conseguenze molto gravi.

CAUSE DEI DISTURBI ALIMENTARI

Come spesso succede per i problemi di salute mentale, non esiste una causa unica per i disturbi alimentari ma una concomitanza di fattori che interagiscono tra loro.

Fattori sociali, come i messaggi veicolati dai mass media e dai canali social: idealizzazione della magrezza, della perfezione, stereotipi di bellezza irreali e irraggiungibili, messaggi insidiosi dell’industria della dieta e del benessere e proposta di modelli alimentari che distinguono il cibo in buono o cattivo.

Esistono poi fattori psicologici, come perfezionismo, bassa autostima, difficoltà nel riconoscimento delle proprie emozioni.

Il disturbo alimentare è poi spesso un modo per gestire situazioni ingestibili, come le conseguenze emotive di possibili violenze psicologiche o fisiche, del bullismo e del cyberbullismo, di abusi, abbandoni e, soprattutto, tensioni in ambito familiare.

In questi casi il controllo sul cibo e sul proprio corpo diventa un modo per sentirsi efficaci, uno strumento per aumentare la propria autostima con un meccanismo malsano del tipo “sono capace di resistere alla fame quindi ho valore come persona”.

Infine esistono dei fattori biologici, in generale infatti i problemi di salute mentale possono essere causati, almeno in parte, da predisposizioni genetiche e in chi soffre di DA sono frequenti storie familiari segnate dalla depressione, dall’abuso di sostanze o dalla presenza degli stessi DA in altri membri della famiglia.

COME SI CURANO I DISTURBI ALIMENTARI?

Dai disturbi alimentari si può guarire ma è fondamentale affrontarli in tempo e con le giuste cure, per questo è necessario un trattamento specializzato e completo, che coinvolga diversi professionisti, come psicologi e medici specializzati in psichiatria, neuropsichiatria infantile e scienza dell’alimentazione, che devono collaborare strettamente tra loro.

E oltre alle terapie cliniche è fondamentale un ambiente di supporto, e la famiglia gioca un ruolo centrale nel percorso di guarigione e nel processo di recupero…

LA PIATTAFORMA DISTURBI ALIMENTARI DELL’ISS

Se manifesti alcuni di questi comportamenti o ti preoccupa il comportamento di qualcuno a te caro puoi contattare un servizio specializzato e parlare con un esperto.

Visitando il sito piattaformadisturbialimentari.iss.it puoi trovare la mappa dei servizi di cura e delle associazioni che si occupano di DNA sul territorio nazionale. La mappatura illustra le principali caratteristiche dei servizi e le informazioni necessarie per contattarli

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Ogni atto legato al cibo esprime molto di più del semplice bisogno di nutrirsi. Intorno alla tavola si mangia, si dialoga, si condividono saperi, gusti e sapori. Il cibo porta con sé una storia e una cultura ed è uno dei protagonisti dei palinsesti televisivi e dei social.

Esistono però delle persone per le quali il cibo, da elemento essenziale per la sopravvivenza e veicolo di socialità, si trasforma nel mezzo attraverso il quale manifestare il proprio disagio interiore.

Quando questo succede, si parla di Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, patologie complesse e molto gravi, in cui il rapporto tra cibo, corpo ed emozioni viene ad essere compromesso.

E allora… Che cosa sono anoressia, bulimia e gli altri disturbi alimentari; #TELOSPIEGO!

I disturbi alimentari sono un problema molto serio, sia a livello sociale che sanitario, con un numero enorme di persone che ne soffrono, spesso inconsapevolmente, o non sanno come chiedere aiuto perché hanno paura e provano vergogna.

I DA sono particolarmente diffusi nel genere femminile, in particolare nelle giovani dai 12 ai 25 anni, anche se sono in aumento nel genere maschile e in tutte le fasce d’età.

Esistono molti tipi di disturbi alimentari ma questi sono i principali:

Anoressia Nervosa

Iniziamo dall’Anoressia Nervosa. Le persone che soffrono di questo disturbo riducono volontariamente e in maniera drastica la quantità di cibo che consumano, perché hanno una percezione distorta delle proprie forme corporee e hanno un’intensa paura di essere grasse o di ingrassare, anche quando sono già normopeso o gravemente sottopeso.

Alla restrizione alimentare si possono accompagnare episodi di abbuffate seguite da tentativi di compensazione, come vomito autoindotto, esercizio fisico eccessivo o l’uso improprio di lassativi e diuretici.

A causa da questi comportamenti l’organismo viene privato dei nutrienti essenziali e si avrà difficoltà a concentrarsi e ricordare le cose, inoltre, per risparmiare energia, il corpo riduce i battiti cardiaci, mentre le ossa perdono di densità, i capelli si assottigliano e cadono e nello stato avanzato della malattia si è affetti da stanchezza cronica e debolezza muscolare.

Se l’anoressia non viene curata per tempo può avere conseguenze spesso irreparabili sul corpo, ad esempio compromettendo lo sviluppo nei più giovani, e arrivando addirittura ad essere letale ed è perciò considerata il disturbo psichiatrico con il più alto tasso di mortalità a lungo termine.

Bulimia Nervosa

Chi soffre di questo disturbo fa delle episodiche ma ricorrenti abbuffate (di cibo anche crudo, surgelato o rubato), seguite da tentativi di compensazione, come vomito autoindotto e da forti sensi di colpa.

Nella maggior parte dei casi, queste abbuffate sono caratterizzate dalla sensazione di perdita del controllo e spesso, oltre al vomito, sono seguite anche da altre azioni compensatorie, come l’uso improprio di lassativi, diuretici e altri farmaci o l’esercizio fisico eccessivo.

Anche nel caso della Bulimia Nervosa l’autostima di chi ne soffre è erroneamente legata alla forma e al peso del proprio corpo e lo stato di salute di questo persone può venire gravemente compromesso da questi comportamenti.

La bulimia è una forma subdola e sottostimata di DA, perché chi ne soffre è spesso normopeso ed è per questo difficilmente riconoscibile all’occhio esterno. Per questa ragione si crede che il numero di persone che ne soffre sia decisamente più alto di quanto dicano le statistiche ufficiali.

Disturbo da Binge-Eating

Chi soffre di Binge-Eating Disorder, letteralmente “Disturbo da alimentazione incontrollata”, un po’ come coloro che soffrono di Bulimia Nervosa, presenta episodi ricorrenti di abbuffate che però non sono seguiti da vomito o azioni compensatorie, per questo chi soffre di BED è spesso in sovrappeso o in stato di obesità, anche grave.

Per diagnosticare il BED è necessario che gli episodi di abbuffata si associano ad almeno tre delle seguenti caratteristiche:

  • mangiare molto più rapidamente del normale;
  • mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni;
  • mangiare grandi quantità di cibo quando non ci si sente fisicamente affamati;
  • mangiare da soli perché ci si sente imbarazzati dalla quantità di cibo che si sta mangiando (le abbuffate infatti avvengono spesso in solitudine, a volte nelle ore notturne);
  • provare disgusto verso sé stessi, sentirsi depressi o assai in colpa dopo l’abbuffata.

Altri Disordini della Nutrizione e dell’Alimentazione

Oltre ad anoressia, bulimia e binge-eating esiste un altro gruppo di disordini della nutrizione e dell’alimentazione che all’apparenza potrebbero apparire meno gravi ma che mettono comunque a rischio la salute di chi ne soffre, eccone alcuni:

L’ortoressia, ovvero l’ossessione del “mangiar sano”, dalla ricerca spasmodica del “cibo giusto”, genuino e naturale che impegna la maggior parte della giornata.

La Vigoressia o Bigoressia, ossia la dipendenza ossessiva dall’esercizio fisico e la preoccupazione eccessiva per il proprio aspetto, con attenzione particolare ai muscoli, aspirando alla perfezione. Spesso chi ne soffre adotta diete iperproteiche e fa uso di farmaci e anabolizzanti.

La Drunkoressia, molto diffusa tra i giovani, in cui si limitano le calorie assunte con i cibi, per compensare le calorie che verranno assunte con bevande alcoliche quando si esce la sera. Purtroppo però le calorie degli alcolici non hanno alcun valore nutritivo e questo scambio provoca spesso uno stato di malnutrizione che può avere conseguenze molto gravi.

CAUSE DEI DISTURBI ALIMENTARI

Come spesso succede per i problemi di salute mentale, non esiste una causa unica per i disturbi alimentari ma una concomitanza di fattori che interagiscono tra loro.

Fattori sociali, come i messaggi veicolati dai mass media e dai canali social: idealizzazione della magrezza, della perfezione, stereotipi di bellezza irreali e irraggiungibili, messaggi insidiosi dell’industria della dieta e del benessere e proposta di modelli alimentari che distinguono il cibo in buono o cattivo.

Esistono poi fattori psicologici, come perfezionismo, bassa autostima, difficoltà nel riconoscimento delle proprie emozioni.

Il disturbo alimentare è poi spesso un modo per gestire situazioni ingestibili, come le conseguenze emotive di possibili violenze psicologiche o fisiche, del bullismo e del cyberbullismo, di abusi, abbandoni e, soprattutto, tensioni in ambito familiare.

In questi casi il controllo sul cibo e sul proprio corpo diventa un modo per sentirsi efficaci, uno strumento per aumentare la propria autostima con un meccanismo malsano del tipo “sono capace di resistere alla fame quindi ho valore come persona”.

Infine esistono dei fattori biologici, in generale infatti i problemi di salute mentale possono essere causati, almeno in parte, da predisposizioni genetiche e in chi soffre di DA sono frequenti storie familiari segnate dalla depressione, dall’abuso di sostanze o dalla presenza degli stessi DA in altri membri della famiglia.

COME SI CURANO I DISTURBI ALIMENTARI?

Dai disturbi alimentari si può guarire ma è fondamentale affrontarli in tempo e con le giuste cure, per questo è necessario un trattamento specializzato e completo, che coinvolga diversi professionisti, come psicologi e medici specializzati in psichiatria, neuropsichiatria infantile e scienza dell’alimentazione, che devono collaborare strettamente tra loro.

E oltre alle terapie cliniche è fondamentale un ambiente di supporto, e la famiglia gioca un ruolo centrale nel percorso di guarigione e nel processo di recupero…

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Se manifesti alcuni di questi comportamenti o ti preoccupa il comportamento di qualcuno a te caro puoi contattare un servizio specializzato e parlare con un esperto.

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