che Cos’è la carne coltivata e perché è vietata in Italia

carne coltivata

La carne coltivata, chiamata impropriamente anche “carne sintetica”, è carne prodotta in laboratorio ma identica a quella che si ricava dalla macellazione degli animali. In Italia è stata vietata dalla legge 172/2023. Cerchiamo di capirci qualcosa insieme. #TELOSPIEGO

Come si coltiva la carne in laboratorio

Il procedimento inizia prelevando da un animale vivo un campione delle sue cellule muscolari. (l’animale in questione non soffre durante questo prelievo). In un secondo momento, si selezioneranno all’interno di questo campione solamente le cellule staminali. Se non sai cos’è una cellula staminale, puoi andare a recuperare il nostro articolo che ne parla. In estrema sintesi, possiamo dire che si tratta di cellule che non hanno ancora una funzione specifica all’interno dell’organismo, ma che potenzialmente possono tramutarsi in una cellula che abbia qualsiasi capacità.

Dopo che le cellule staminali prelevate sono state trasformate in cellule muscolari e adipose, inizia la fase di produzione vera e propria della carne coltivata, che avverrà all’interno di macchinari chiamati bioreattori.

Il prodotto ottenuto alla fine è del tutto analogo alla carne di animale “normale”, che siamo stati abituati a mangiare fino ad oggi.

Il divieto del parlamento italiano

Il 1 Dicembre 2023 la Camera dei deputati ha definitivamente approvato la legge che contiene “Disposizioni in materia di divieto di produzione e di immissione sul mercato di alimenti e mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati nonché di divieto della denominazione di carne per prodotti trasformati contenenti proteine vegetali.”

Dietro il legalese, si nasconde questo significato: In Italia sarà illegale produrre, vendere e importare la carne coltivata.

L’articolo 2 della legge recita infatti così:

[…] e’ vietato agli operatori del settore

alimentare e agli operatori del settore dei mangimi impiegare nella

preparazione di alimenti, bevande e mangimi, vendere, detenere per

vendere, importare, produrre per esportare, somministrare o

distribuire per il consumo alimentare ovvero promuovere ai suddetti

fini alimenti o mangimi costituiti, isolati o prodotti a partire da

colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati.”

Ma perché questo divieto?

Nelle finalità indicate in apertura del provvedimento, si può leggere che l’obiettivo è preservare due cose: Salute umana e tradizione enogastronomica italiana. L’articolo 1 dice cosi:

Finalita’ e definizioni

  1. La presente legge reca disposizioni dirette ad assicurare la

tutela della salute umana e degli interessi dei cittadini nonche’ a

preservare il patrimonio agroalimentare, quale insieme di prodotti

espressione del processo di evoluzione socio-economica e culturale

dell’Italia, di rilevanza strategica per l’interesse nazionale.

È facile intuire perché questa legge è stata oggetto di così tante critiche: Per quanto riguarda la salute umana, alcuni hanno ricordato che L’Unione Europea è dotata di Agenzie per la sicurezza alimentare che si pronunceranno sicuramente sulla sicurezza o pericolosità di questi prodotti, e quindi il divieto preventivo italiano appare inutile.

Per quanto riguarda le tradizioni culinarie italiane invece, la critica alla maggioranza di governo è culturale: si accusano i parlamentari di centrodestra di voler difendere il passato in maniera ottusa, senza dare la possibilità alla cultura enogastronomica italiana di accogliere i nuovi prodotti e farli propri.

La critica più dura a questa legge però riguarda le tematiche ambientali. È ormai noto che gli allevamenti di animali sono una delle più pesanti cause dell’ inquinamento. In un’Italia che sempre di più si trova a fronteggiare le conseguenze del cambiamento climatico, la prospettiva di una carne prodotta senza bisogno di allevare e uccidere gli animali, con conseguente diminuzione dell’impatto ambientale appare incoraggiante. Al contrario, il divieto deciso dal parlamento italiano secondo molti è solo propagandistico e miope.

 

Autore: Luigi Muraca